Oggi il nostro viaggio nel Cicolano si sposta in montagna, in uno dei posti meno “contaminati” dalla modernità di tutta la vallata, stiamo parlando dell’Altopiano di Rascino.
Una meta che unisce natura, storia e tradizioni, Rascino è un altopiano carsico (1200m s.l.m.) situato in provincia di Rieti ai confini con l’Abruzzo, all’interno del territorio del nostro comune (Petrella Salto) e del comune di Fiamignano, l’intera area classificata come sito di interesse comunitario (SIC) dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
L’Altopiano è circondato da cime che superano i 1500, sovrastato dal versante sud-orientale del Gruppo montuoso del Monte Nuria (1780m) e del Monte Torrecane, sito di un’ormai diruta torre medievale, facente parte di un antico sistema di difesa della strategica valle di Corno che collegava da Antrodoco la valle del Velino a quella dell’Aterno all’Aquila.
Rascino è collegato all’Altopiano d’Aquilente, facente parte del territorio di Petrella Salto, e a quello di Cornino ai confini con i territori di Antrodoco e Scoppito.

La Storia
Nell’Altopiano di Rascino sono presenti i resti di un castello medioevale, il Castello di Rascino, che sorvegliava una via strategica che portava dal Regno di Napoli allo Stato Pontificio.
Il castello di Rascino era situato in posizione predominante sull’omonimo altopiano e le prime documentazioni/notizie relative a questo territorio risalgono addirittura all’anno mille.
La sua origine documentata è datata intorno al 1083, anche se molto probabilmente l’origine del castello hanno origini in epoca longobarda.
Nel XIII secolo i castellani di Rascino parteciparono alla fondazione dell’Aquila, ricevendo un locale nel quarto di San Giovanni, dove edificarono nella seconda metà del secolo, la chiesa di Santa Maria di Rascino che fu distrutta nel 1574 e ricostruita nel 1618 dall’ordine dei Minimi e
sul finire del secolo assunse il nome attuale di chiesa di San Francesco di Paola.
Rascino fu ricompreso nel circondario aquilano fino alla fine del XV secolo, quando fu ceduto a Petrella di Cicoli venendo così aggregato all’area del Cicolano.
Nei secoli seguenti il castello, spopolatosi, cadde in rovina. Nel XX secolo l’area, concessa al comune di Fiamignano, fu annessa alla nuova provincia di Rieti e quindi ricompresa nel Lazio.
Tra il 1988 e il 1992 l’Università di Leicester effettuò uno studio approfondito e numerosi scavi in quest’area che hanno permesso di ricomporre una verosimile pianta non solo del principale mastio difensivo, oggi ridotto allo stato di rudere, ma anche dello scomparso borgo montano che con una cinquantina di cellule abitative lo circondava.
Cosa fare a Rascino?
Oltre a godersi lo spettacolo offerto dalla natura incontaminata sull’Altopiano, in base alle stagioni, è possibile fare numerose attività.
Nell’Altopiano è presente un lago carsico, il lago di Rascino, di origine meteorica con estensione variabile in base alla stagione e alla quantità di pioggia e neve (in inverno il lago si ghiaccia). È circondato da un canneto di forma incredibilmente variegata e separato da un piccolo valico dalla vicina piana del laghetto di Cornino, nota nella zona come luogo di libero pascolo.

È possibile pescare e il lago ospita una popolazione ittica che comprende carpe, tinche, anguille, lucci, scardole, persici reali e una grande quantità di minutaglia. Il lago attira principalmente due categorie di pescatori: carpisti e appassionati di spinning, alla ricerca rispettivamente di grosse carpe e lucci.
È un luogo isolato che come detto garantisce tranquillità in mezzo alla natura. Il territorio è incontaminato e dall’interessante risvolto naturalistico sono presenti nella vallata dell’altopiano alcuni agriturismi e ristoranti. In esate è usato come pascolo per le mandrie di allevatori delle zone circostanti, mentre in inverno è possibile praticarvi per vari mesi lo sci di fondo o ciaspolate organizzate. In estate è possibile praticare trekking a piedi, a cavallo e in MTB.
A fine luglio sull’altopiano si svolge la tradizionale Mostra Ovina, unica nel suo genere e di grande richiamo per gli esperti del settore, inoltre ci sono zona destinate all’addestramento di cani da caccia nei periodi estivi consentiti.
La Lenticchia di Rascino
Il Cicolano offre numerose prelibatezze, oltre al tartufo, ai funghi e ad altre prelibatezze naturali, la vera regina dell’agricoltura di questa terra è la Lenticchia di Rascino.
Questa particolare lenticchia, più piccola del normale, si coltiva senza diserbanti, fertilizzanti chimici di sintesi e trattamenti antiparassitari, ha un seme piccolo e di colore marrone, con poche maculature e sfumature rossastre.
La coltivazione inizia ad aprile, quando i terreni non sono più innevati e l’altipiano è di nuovo accessibile.
La raccolta avviene solitamente ad agosto, le piante sono tagliate e raggruppata in file, le cosiddette andane, dove si lasciano asciugare e poi si trebbiano. Doppo la trebbiatura, devono di nuovo asciugare al sole, soprattutto sui terrazzi delle case nel Comune di Fiamignano, centro storico per la lavorazione di questo legume.
La Lenticchia di Rascino per le sue peculiarità è un presidio Slow Food riconosciuto dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità.
Come arrivare a Rascino?
L’Altopiano è accessibile da tre punti differenti.
La prima è lunga circa 20km e passa per Petrella Salto. La via è per quasi la metà asfaltata ma comunque strada di montagna quindi in alcuni punti se le condizioni metereologiche sono avverse potreste affrontare delle difficoltà se viaggiate su mezzi poco idonei alla montagna.
La seconda strada d’accesso è anche quella più veloce e passa da Fiamignano. In circa 18 km (31 minuti da Fiamignano) è possibile raggiungere l’altopiano. Anche in questo caso la strada non è interamente asfaltata.
La terza via d’accesso all’Altopiano si ricongiunge alla strada d’accesso di Fiamignano attraversando il “Ponte ellu Vau”, ed è la strada Statale 17 (ex strada provinciale Amiternina) che da L’Aquila in circa 50 km arriva direttamente sull’altopiano (1ora e 20 circa).

📸 Foto credit Gabriele Giuli.


